Las Vegas (lodge)

Noi tre pronti a partire

Noi tre pronti a partire
(click per vedere le foto)

L’appuntamento è per le 9 a Corvara, Alta Badia; però sono quasi le nove e siamo ancora a casa, a Valle (con la V maiuscola, se fosse stata minuscola voleva dire un ritardo di almeno 3 ore :-D ).

Tite sta ancora nuotando a stile libero in mezzo cumuli di abbigliamento tecnico che fuoriescono dai suoi armadi come onde oceaniche. Nel frattempo io cerco di ridurre nel mio zaino da trekking veloce (più veloce il trekking, più piccolo lo zaino, ovvio) tutto il necessario per la sopravvivenza di due giorni. E se per una vera donna la questione si conclude lasciando a casa la maggior parte delle cose che una signora normalmente ritiene indispensabili (a parte Tite che è un caso a sè), per una donna “presunta” come la sottoscritta, sempre in bilico tra l’essere riconosciuta o meno come donna, ma soprattutto preoccupata di non essere scambiata per un uomo (le due cose si assomigliano ma sono in realtà molto diverse), la questione è un po’ più complicata.

Alla fine ce la facciamo, e raggiungiamo Massimo all’appuntamento con circa 35 minuti di ritardo.
Dopo aver cambiato parcheggio e organizzato la partenza, ci mettiamo in marcia verso le dieci.

Giorno 1
Salita per Val Mezdì fino al Rif. Boè, poi ancora su fino a Capanna Fassa (3.200 slm, punto più alto della giornata).
A Capanna Fassa beviamo un tè e salutiamo alcuni amici incontrati per caso, nel pieno rispetto di quella regola, impossibile da scrivere, in base alla quale nei posti più remoti si incontra sempre qualcuno che si conosce.

Quando riprendiamo la marcia scopriamo di avere con noi un allenatore personale che ci terrà compagnia per il resto della giornata: tutte le volte che ci fermiamo per riprendere fiato o ricompattarci, le nuvole ci raggiungono e inizia a piovere (o a grandinare). Questo ci induce a rimetterci velocemente in marcia, e mentre zompetto tra un sasso e l’altro trovo il nome a questa situazione: siamo accompagnati dal nostro Personal Rainer.

Continuiamo la discesa fino a Forcella Pordoi, e poi giù verso il passo. Prima di arrivare al passo prendiamo, sulla sinistra, il sentiero che a mezza costa ci porta nuovamente verso nord-est fino al rifugio Kostner, a pochi metri dalla stazione a monte della seggiovia del Vallon, sopra il Boè. Al rifugio Kostner dobbiamo riparare all’interno perchè la pioggia batte forte. Ci concediamo una fetta di torta, alla faccia del nostro Personal che, ovviamente, ci aspetta fuori.

Dopo un po’ il peggio passa, e ci rimettiamo in marcia.
Discesa verso il passo di Campolongo lungo sentieri ancora molto tecnici e infine su piste da sci fangose e scivolose per la pioggia. Dal passo Campolongo risalita lungo il bellissimo sentiero ciclabile nel bosco che sale verso il Pralongià. Dal Pralongià gli ultimi km della giornata ci portano fino al Las Vegas Lodge in uno spettacolo di colori resi ancora più vividi dalla pioggia appena cessata. L’arcobaleno è così grande e luminoso da sembrare finto.

Il Las Vegas Lodge è un posto spettacolare, merita proprio una visita. La sera dopo cena Ulli, il titolare, viene al nostro tavolo e rimaniamo a chiaccherare e bere un sorso di grappa in piacevole compagnia. Verso mezzanotte la stanchezza ha il sopravvento e andiamo a letto.

Dati del giorno 1: km 30, 2.600mt D+, tempo 7:53 (comprese le pause)

Giorno 2
L’appuntamento è per le 8 e questa volta siamo in orario: fare i bagagli è una cosa veramente veloce :-D

Per le nove siamo pronti a partire. Ulli si unisce a noi: come ogni vero sportivo e amante della montagna, non resiste alla tentazione e ci accompagna per i primi 15km; ripassiamo per il Pralongià e poi prendiamo verso Est in direzione Passo Valparola. Al passo salutiamo Ulli, che fino a lì ha tenuto una buonissima andatura, e procediamo verso il Rifugio Lagazuoi (2.800 slm, punto più alto del giorno 2) per il sentiero Kaiserjager, una risalita spettacolare e per qualche punto quasi verticale (e quindi attrezzata).

Al Lagazuoi piccola pausa con (minimo) ristoro e quindi giù in direzione Rif. Scotoni lungo la pista da sci dell’Armentarola. Prima di arrivare allo Scotoni passiamo sopra al laghetto e saliamo alla Forcela Di Lech, quindi discesa lungo il Valun de Lagaciò fino alla Capanna Alpina, dove facciamo la seconda sosta della giornata.

Da Capanna Alpina riprendiamo di buon passo verso San Cassiano; abbiamo fatto parecchi km, ma poco dislivello, quindi decidiamo di rientrare a Corvara passando per il Piz La Villa, o meglio per La Brancia. Quindi poco dopo San Cassiano abbandoniamo il sentiero di fondo valle, risaliamo verso il Piz La Villa, passiamo davanti alla Brancia e quindi, lungo le piste da sci del Colalto, ritorniamo a Corvara.

Dati del giorno 2: km 35 (è una stima, le batterie del GPS hanno ceduto a metà del secondo giorno), 2.000mt D+ , tempo 8:20 (comprese le pause)

Tutte le foto dei due giorni sono qui

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Sailing trip to Croatia

Tite in Rovinj

Tite in Rovinj

Dopo aver temuto di dover rinunciare causa frattura del malleolo a metà giugno, grazie ad un recupero prodigioso (nel senso che forse l’osso era già rotto, quindi non rimaneva nulla da aggiustare, mettiamola così) siamo riusciti a partire per la nostra vacanzina a vela.

Era per molti aspetti una “prima volta”: la prima traversata vera, la prima volta fuori dall’Italia con la nostra barca, la prima volta con amici a bordo. Indendiamoci, lo so benissimo che sono tutte cavolate, cose delle quali chi è abituato neppure ricorda di considerare. Ma per noi era la prima volta, e mi sembra giusto emozionarsi per le prime volte :-)

E’ stata una settimana molto bella ed è andato tutto bene.

La coppia di amici, Dan e Janine, è quanto di meglio ci si possa augurare in barca: sono divertenti, interessanti, indipendenti, educati. E Dan ha anche importanti esperienze su barche da regata, così ci siamo goduti molte navigazioni a vela in condizioni divertenti -- e a volte impegnative -- senza alcuna preoccupazione.

Le cose da scrivere qui potrebbero essere molte, ma il tempo mi è come sempre tiranno e molto di quel poco che avevo se ne è già andato per la sistemazione delle foto; alla fine mi ritrovo qui a scrivere dopo che ne è già passato troppo, e i ricordi iniziano a sbiadire… così questo racconto non sarà quello che avrei voluto: mi limito a queste poche righe, e a un riepilogo delle diverse tappe fatte, con appunti relativi ai costi.

Giusto per tenere traccia di tutto, e per condividere le informazioni con chi potesse averne interesse. E, ovviamente, per riportare i link per accedere alle gallerie di foto. Quelle, almeno, ci sono :-)


Ecco le tappe del nostro viaggetto:

giorno tratta miglia tempo note
1 e 2 Sottomarina -- Rovigno
23/7 ore 5:00
57 10h Vento zero, fatto tutto a motore (che due XXXX)
  Dogana di entrata a Rovigno, molto agevole: arrivando si ormeggia sul molo della dogana, segnalato chiaramente e alla base del molo ci sono la polizia e la capitaneria (da visitare in quest’ordine).
Costi: per 10mt di barca e 4 persone abbiamo speso circa 180€, di cui 120 per la barca e il resto per la tassa di soggiorno dei quattro membri dell’equipaggio.
  Nota turistica: Rovigno è stupenda, le abbiamo dedicato due giorni e fatto un sacco di foto (Dan e Janine sono fotografi).
Nota gastronomica: a cena da Giannino abbiamo mangiato il miglior branzino della nostra vita spendendo circa 22€ a testa.
Nota sportiva: stupenda corsa nella pineta verso sud, percorso che si snoda lungo la costa a perdita d’occhio, una pacchia per i runner come noi (tutti e 4)
Nota economica: 2 notti a Rovigno in marina = 108€
3 Rovigno -- Parenzo
25/7 ore 11:00
15 3h Buon vento ma dritto sul naso, abbiamo bordeggiato a lungo per risalire
  Parenzo è bella, anche se meno di Rovigno. E’ un po’ più piccola, ma anche qui bellissimo percorso nella pineta verso sud. Non ci siamo fatti scappare un’altra corsetta.
  Nota economica: 50€ per la notte in marina
4 Parenzo -- Umago
26/7 ore 11:30
20 4,5h Vento entusiasmante, due mani di terzaroli e ci divertiamo come matti. Ancora dritto sul naso, per cui molti bordi. La prima idea era di andare a Citanova, ma ci divertiamo troppo e decidiamo di continuare fino a Umago
  Umago è decisamente bruttina rispetto alle altre località visitate; il marina è nuovo, molto grande e molto organizzato. E’ ottimo per le pratiche di uscita (immagino anche per l’entrata) perchè capitaneria e polizia (in quest’ordine) sono sul molo del marina. Per raggiungere il centro la camminata è lunga e non particolarmente bella (niente pineta in questo caso, quindi niente corsetta, anche perchè è molto caldo e umido).
  Nota economica: 54€ per la notte in marina
5 Umago -- Trieste
27/7 ore 9:50
30 7h circa Prima ora a motore per mancanza di vento, poi a vela al lasco. Tentativo di bagno davanti al castello di Miramare abortito per maltempo in arrivo
  Trieste è sempre bellissima, e la scelta di ripassarci è dovuta al fatto che Dan e Janine non ci sono mai stati. L’arrivo in centro con l’ormeggio a S.Giusto sono uno spettacolo. E Dan inizia il suo mantra: I LOVE ITALY
  Nota gastronomica: cena da El Fornel, anche se scopriamo che i Triestini non lo amano proprio anzi preferiscono evitarlo. Scopriamo anche che ha cambiato gestione, e questo non è mai facile per i locali. Comunque mangiamo buon pesce e spendiamo moloto poco.
Nota di gola: sosta da El Jazzin per gelato di fine serata: anche in questo caso abbiamo conferma che i Triestini hanno altre preferenze, ma secondo noi SI SBAGLIANO DI GROSSO… il gelato è spettacolare
Nota economica: notte a S.Giusto 52€
6 Trieste -- Caorle
27/7 ore 9:15
35 7h circa Prime 20Nm a motore per assenza vento, poi un piacevole traverso a 5,5kn fino all’entrata del canale di Caorle
  Nota gastronomica: dopo aver dichiarato che era in arrivo un “curry something” per la sera, trovo della coda di rospo e provo ad applicare a questa la mia ricetta del pollo al curry. Assolutamente da ripetere, anche se possibilmemte evitando i 3,5km (x 2) a piedi che separano la darsena dell’orologio dalla pescheria vicino all’A&O.
Nota economica: 52€ per la notte in marina
7 Caorle -- Venezia
28/7 ore 12:30
21 3,5h circa Il maltempo annunciato arriva, esitiamo sul da farsi, ma non vorremmo saltare la serata a Venezia, altra “chicca” per i nostri amici. Verso le 12 si apre un po’, così partiamo: spettacolare lasco, con solo genoa, a 6.5kn (con punte di 8, record per la nostra barca da quando l’abbiamo noi). In entrata a Venezia, quando ormai siamo in canale, passo al timone i peggiori 50 minuti della mia piccola storia: in Canale del Lido a 3kn, senza vedere nulla, sperando di evitare vaporetti, navi, gondole e tutto il resto, con la pelle martellata dalla pioggia che sembra fatta di ghiaccio. Dan ha girato tre clip che riporto qui sotto.
  Nota gastronomica: ottima cena a L’altanella (in Giudecca) per circa 42€ a testa
Nota economica: notte a S.Giorgio 57€

In canale del Lido, ormai già a motore, nella tempesta

Primo clip
Secondo clip
Terzo clip

E per finire non posso non riportare qui un video che è stato il leit-motiv della vacanza

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Giftella

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Giftella in progress

Giftella in progress


Few days ago I was telling a friend about this good thing called “giftella”. The recipe comes from an Italian book about nutrition, sports and healty life from dr. Luca Speciani. The title is La Dieta GIFT (the Gift diet, but I don’t think it is translated). I liked that book because I found in it a lot of inspiring points that helped a lot in my personal research of a good nutrition balance.

This Giftella is a kind of caloric “bomb”, but a good one. Based on ricotta, honey, nougats (or similar) and cocoa, it’s delitious like Nutella – ok, almost like – but much much healtier :-)

The original recipe can be found here

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Il fattore “C”

Augbericus slideshow

Augbericus slideshow

Quando qualcuno mi chiede che cosa mi spinga ad arrampicarmi su e giù per i monti nel corso di una gara di trail mi vengono in mente sempre diverse risposte: c’è la sfida con se stessi, c’è il gusto per la competizione (perchè è vero che non si arriva primi ma anche arrivare “bene” può essere una bella soddisfazione), la consapevolezza del fatto che con due semplici piedi (purchè sani…) si possono coprire distanze e dislivelli davvero considerevoli, e via dicendo.

Tuttavia esiste una componente che io considero, su tutte, imprescindibile: il fattore “C”. Il fattore “Cartolina”.

Correre un trail, e ancor più un ultra-trail, è uno sforzo davvero consistente. Alzi la mano quello che, dopo sei o sette ore di gara, con i muscoli dolenti, i piedi che bruciano e la stanchezza che formula incessantemente allettanti alternative rispetto alla continuazione della gara, non pensa “…ma chi ca….. me lo fa fare !”.

Per me è quello, il fattore “C”: dopo un trail corso in una giornata “giusta” e in un posto “giusto” la raccolta di “cartoline”, di immagini, profumi, spettacoli e momenti della natura in ogni sua possibile forma è così ricca e saporita da cancellare qualunque altro pensiero. E’ qualcosa che, nei giorni successivi, mi ritrovo a ripercorrere con il pensiero e che contribuisce in modo determinante a ricomporre i “tasselli” della mia voglia di essere al via anche alla prossima occasione.

E’ andata così quindi che in un sabato di maggio in cui avrei dovuto andare a correre le “Porte di Pietra” ho scelto invece di… rimanere alla finestra, osservando la pioggia che non smetteva di battere, giorno e notte.

E il giorno successivo, insieme a Tite, abbiamo atteso che uscisse il sole e, in assetto da gara ma con spirito da passeggio, abbiamo rimediato alla mancata gara con un’uscita di oltre 6 ore di colli… forse non allenante come una vera gara, ma almeno le cartoline le abbiamo portate a casa: AugBericus slideshow

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Eco-trail de Paris

Con Tite alla partenza

Con Tite alla partenza

20 marzo 2010, inizio di stagione in grande quest’anno: Eco-trail de Paris, 50km da Versailles al centro di Parigi.

50km non sono molti, però le continue piogge e il freddo dell’inverno appena finito hanno condizionato non poco gli allenamenti. Così arriviamo alla gara con qualche preoccupazione relativa alla “tenuta” sulla distanza. Preoccupazioni legittime, che prendono forma sulle rive della Senna, nel corso degli ultimi 8 km davvero sofferti. Fino al 40° era però andato tutto molto bene, quindi il bilancio finale è più che positivo.

Gara assai piacevole, quasi sempre molto corribile, priva di difficoltà e ben organizzata: da raccomandare a chiunque voglia iniziare la stagione con un bel lungo (e per chi vuole di più c’è anche la 80k).

Gallerie di immagini:

Per maggiori informazioni: http://www.traildeparis.com

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trail duemiladieci

Fenera Trail

Fenera Trail

Doverosa premessa: questo articolo probabilmente non interessa a nessuno, ma serve a me… se siete qui che sate leggendo, portate pazienza, a breve conto di aggiungere qualcosa di più interessante…
 
Il proposito di scrivere due righe sulla stagione di gare in arrivo, e in generale aggiornare il sito con una decorosa cadenza, faceva parte dei miei programmi di inizio anno… i famosi buoni propositi :-)

Non so bene cosa sia successo, certo non è stato un inizio d’anno facile, ma siamo a giugno e scopro che quella famosa pagina non si è scritta da sola, e nemmeno le altre… ma che strano !

Insomma ecco, comincio a recuperare i mesi perduti con l’elenco del nostro (sempre mio e di Tite) duemiladieci di gare
(e giacchè siamo a giugno ci metto anche i risultati di quelle fino a qui fatte):

data gara tipo tempo classifica
20/03 Eco-Trail de Paris 50km, +1.000mt 4h19′ 60° su 1050
11/04 TCE (traversata dei colli euganei) 42km, +/-2.000mt 4h27′ 38° su 490
19/04 Boston Marathon maratona saltata per cause… vulcaniche
25/04 Fenera Trail
(scelta all’ultimo momento per “rimpiazzare” Boston)
60km, +/-3.000mt 8h37′ 29° su 150
15/05 Porte di Pietra 72km, +/-4.100mt saltata per scelta… metereologica
(vedi “il fattore C” a breve su queste pagine)
30/05 Cortina – Dob…BACK 30*2km, +/-300*2mt 2h12′ 301 su 3.500
26/06 LUT (Lavaredo Ultra Trail) 90km, +/-5.000mt Forzata rinuncia per frattura malleolo
18/07 Transcivetta 26km, +/-1.950mt Forzata rinuncia per frattura malleolo
28/08 CCC 100km, +/-5.000mt Malleolo si o malleolo no ? Mah…
14/11 Maratona Nizza – Cannes maratona    
fine novembre: MUTB (Maddalena Urban Trail Brescia) 40km, +/- 2.500 ?    

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Luciano

A mio nonno

Correvo un giorno nei pressi di un primo novembre, e osservavo le code di auto verso i cimiteri.

Correvo e pensavo che, a me, l’idea del mio corpo da qualche parte sotto un metro di terra sembrava una cosa priva di senso…

Ho continuato per resto della corsa a giocare con questi pensieri, e alla fine mi sono ritrovato con… una poesia

E’ una piccola cosa che ho tenuto in un cassetto fino ad oggi, quando ho pensato di dedicarla a lui, che forse l’avrebbe apprezzata: a mio nonno, Luciano.

Quando avrò concluso
La Mia piccola gita
In questo Augusto corpo,

Non moritemi di nuovo
In una gabbia di terra e sassi

Date le mie carni al fuoco
affinchè io passi
Lì dove sono sempre stato

In ogni mare
In ogni vetta
In ogni stella

E nel cuore
di chi ho davvero amato.

Nel 2007 a Chioggia

Nel 2007 a Chioggia

Ciao nonno

Il primo fiore sulla sua tomba

Il primo fiore sulla sua tomba


Abbiamo parlato, e poi pianto insieme.

Alcuni pregavano, altri facevano qualcosa di equivalente rimanendo semplicemente in silenzio. Il Monsignore parlava come un vero amico, non come un prete, ed è stato molto bello: qualcuno ha detto che sembrava di sentire il nonno, su quell’altare. Ma non ricordo chi fosse a dire questa cosa, i ricordi sono confusi, si sovrappongono, si susseguono, si scambiano tra loro.

Alla fine abbiamo anche bevuto e mangiato, tutti insieme come non accadeva da decenni. Per la prima volta il nonno non c’era, e così nessuno doveva preoccuparsi di controllare che non litigasse con Antonio.

Luciano con Dina, 1962

Luciano con Dina, 1962

Di questa giornata mi restano moltissime emozioni, e qualche immagine che, insieme ai video di Mayumi che parla e canta per lui, ho pensato di condividere con tutti voi su questa pagina.

E tra tutti i pensieri di questi giorni, quelli di una vita che finisce e della vita che continua, me ne viene uno di nuovo: chissà se a vedere questa pagina avrebbe apprezzato, oppure gli sarebbero girate le balle come tutte le volte che lo si metteva, per un qualunque motivo, davanti allo schermo di un PC.

Augh

(in fondo alla pagina chi lo desidera può lasciare un messaggio)

Immagini di mercoledì

Mercoledì 5 maggio 2010

Mercoledì 5 maggio 2010

La chiesa di Asiago

La chiesa di Asiago

Con le parole di Monsignor Gios

Con le parole di Monsignor Gios

Un cielo adeguato al momento

Un cielo adeguato al momento

La terra

La terra

Luciano Sopelsa

Luciano Sopelsa

Le parole e la musica di Mayumi

Maiumi parla del nonno
Fratello sole, sorella luna
Ave Maria

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Windows is so bad

Mentre son qui che penso se fare o meno il “grande passo” di andare sul Mac (soprattutto perchè butto ORE ad attendere che il mio PC windows tratti le mie immagini, ormai sempre più pesanti a causa del formato pieno con cui scatto) mi imbatto in questo articolo di Ken Rockwell, un “guru” della fotografia che amo seguire (preziosissimi i suoi consigli sul materiale Nikon, ottiche etc.)

American businesses lose billions of dollars a year to lost productivity from using windows computers for business, instead of computers that work, like Apple.

The only reason I mention this again is because I had to stop what I was doing (formatting my recent Northern California photos to share) and help my wife get her P.O.S. windows computer, provided to her by her multi-billion-dollar employer, to print something. Whatever crappy Microsoft software she was running stopped, and we both wasted another half an hour doing what Apple always just does.

Using Windows is like living in a Communist country. It wears you down and tries to make you think that you owe it your allegiance. Weak people say “I can’t beat the Communist government” or “all the people in my industry use windows, so I have to, too,” and we all lose.

Our duty as Americans is to keep the world free, and stop Communism anyplace it might sprout. America doesn’t sit around idly and let bad things happen. America gets out and brings freedom to people all over the world, whether they live in Iraq, Afghanistan, or anyplace there are problems. So why do Americans settle for the daily hassles that trying to use windows brings?

You can do your part by using Apple, which just works. All your software runs on it, and if not, you can run Windows on Apple computers anyway, and so what: Apples open all your windows files and sends them just fine.

I remember back when I had a job and my employer’s crappy $4,000 windows laptop was in for one of its usual repairs for the week. I continued to work unimpeded on my personal Mac.

When I met my boss and handed him all the paperwork he wasn’t expecting to get, he said “I thought your computer was in the shop?” “Yes,” I said, “so I did this all on my Mac.” He had no idea that all our secret and proprietary hoop-de-do files worked even better on my Mac than the windows crap Tektronix used, like most computationally more foolish US businesses.

Last week a colleague asked if I knew how to fix his virus-dead computer. I responded “Buy a Mac.” I was right: he was on a windows computer, which are designed to get viruses so that you have to replace them every couple of years.

Me? My laptop is over 5 years old and runs perfectly, any my main Mac is over three years old and runs flawlessly.

OK, the windows P.O.S. finally choked out my wife’s document, so I can get back to my own work. Criminy, windows still can’t print word-processor documents as well as DOS did back in the 1970s. If you’ve been watching this as long as I have, it’s obvious that windows doesn’t work, and will never work properly, because it is designed to work that poorly.

In case you were wondering, I never have to restart my Mac, while of course the fix for my wife’s P.O.S. was to restart it. My Mac runs perfectly for months on end. I only turn it off if I go away shooting for a week.

Sad, but true. Windows hurts America. All these little “computer problems” cost time, which costs money. All these little glitches add up to billions of dollars in lost productivity, which costs everyone jobs, except the folks overseas who support windows computers. This is not acceptable, which is why I have no tolerance for windows and its finicky defects that require you to be a hacker just to get it to go.

If you want to get something done, get an Apple. It’s all you’ll need for a very long time.

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CCC 2009

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico

Tabella dei passaggi

Tabella dei passaggi

Chamonix CCC 2009

Chamonix CCC 2009(click per vedere tutto l

Ci sta di tutto, in 23 ore di gara: la tensione degli ultimi giorni e l’ultima notte quasi in bianco, l’emozione della partenza, le battute scherzose con i compagni di viaggio nei primi km e il silenzio meditativo delle ore successive.

Ci sono stati i momenti di leggerezza e di divertimento, momenti di tensione e di scazzo, momenti di riappacificazione. Un’intera notte spesso nella nebbia, inseguendo il miraggio di una cima invisibile, avendo come riferimenti solamente le lucine degli altri davanti a noi e il dato dell’insostituibile altimetro che ci forniva costantemente l’unica informazione che ci interessava davvero: quanto manca alla prossima vetta ?

Alla fine questa gara va in archivio con un bagaglio di emozioni davvero unico, e con sensazioni – a oltre tre giorni dal completamento – tra loro molto contrastanti: da un lato la consapevolezza che più volte, soprattutto nella notte, la domanda imbarazzante arriva: ma chi caXXX me l’ha fatto fare ? E anche la sofferenza degli ultimi km sembra avvalorare questa tesi (ma come mai gli ultimi km sono sempre devastanti, indipendentemente dal fatto che se ne siano fatti solamente 10 in una stracittadina su asfalto oppure quasi 100 in alta montagna ?).

Però c’è anche dell’altro, e non è poco: c’è la grandissima soddisfazione di averla completata e di averlo fatto dignitosamente, senza massacrarsi nè nel corpo nè nello spirito (infatti abbiamo già voglia di andare a correre, a dimostrazione del fatto che la nostra preparazione era adeguata), e c’è il gusto di aver completato quest’avventura insieme a Tite, allenandoci insieme e alla fine decidendo di correrla insieme, per aiutarci e sostenerci a vicenda. E credo che proprio il fatto di aver condiviso con lei ogni attimo di questa avventura sia una delle cose che, in futuro, mi farà riflettere: adesso che la conosciamo, potremmo farla molto meglio !!!

So bene che in questo modo mi sto già rimangiando le parole di poche ore fa (“bellissimo, ma mai più” è stato il mantra che mi ha accompagnato tutta la notte e che ho trasferito in tutti gli SMS del giorno dopo) ma è così: siamo umani, e per questo possiamo anche rimangiarci le parole dette, contraddirci, cambiare idea, e poi ripensarci ancora: lo rifaremo ? Non ne ho la più pallida idea :-)

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rifugio Antelao

Antelao 2009

Antelao 2009
(click per vedere tutto l'album)

Ultima “passeggiatina” prima del Bianco partendo da casa di Tite a Valle di Cadore: 26km e 1.480mt di salita comodi comodi :-)

Nel dettaglio partenza da Valle di Cadore lungo la strada asfaltata e sterrata fino al rifugio Costapiana; da lì sul sentiero 251 fino al rifugio Antelao (da segnalare per la gentilezza dei gestori e la bontà della cucina) e poi sul 250 per salire fino a forcella Piria. Ritorno a casa per i sentieri 250 e poi 230 fino a Venas di Cadore e quindi fino a Valle lungo la ciclabile dell’ex-trenino.

Una bellissima giornata di sole e di caldo che nel primo pomeriggio lascia spazio ad una perturbazione che ci allarma un po’. Ma stiamo per partire per il Monte Bianco dove avremo ben poco da scegliere e quindi anche qualche ora sotto la pioggia può – o forse deve – far parte a pieno titolo del programma di allenamento :-)

In conclusione un’uscita interessante sia per distanza che per dislivello; da considerare la possibilità di allungare di qualche km la distanza complessiva salendo all’Antelao per Pozzale invece che per il Costapiana.

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